Della testuggine non si butta via niente

Nov 19 2009
Nov 18 2009
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Ci sono animali che ormai fanno parte del paesaggio urbano. Come i gatti di Torre Argentina a Roma, ma anche come i cani randagi di Pompei, che sembrano stare lì a perpetrare una tradizione millenaria […] I cani in questione che popolano gli scavi di Pompei, si chiamano Meleagro, Odone, Plautus, Vesonius, Polibia, Menade, Licinio, Eumachia, Caio: nomi scherzosamente scelti in base alle aree o al personaggio storico proprietario della “domus” presso cui amano maggiormente girovagare. A loro, il Commissario Delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori, parafrasando la citazione ancora oggi usata scherzosamente come cartello di avviso in molte abitazioni, ha dedicato il progetto (C)Ave Canem […] (C)Ave Canem  intende risolvere il problema del randagismo dell’area archelogica, attraverso la possibilità di adottare un cane di Pompei, di vaccinarlo e iscriverlo all’anagrafe (via (C)Ave Canem: adotta un cane randagio di Pompei)

Ci sono animali che ormai fanno parte del paesaggio urbano. Come i gatti di Torre Argentina a Roma, ma anche come i cani randagi di Pompei, che sembrano stare lì a perpetrare una tradizione millenaria […] I cani in questione che popolano gli scavi di Pompei, si chiamano Meleagro, Odone, Plautus, Vesonius, Polibia, Menade, Licinio, Eumachia, Caio: nomi scherzosamente scelti in base alle aree o al personaggio storico proprietario della “domus” presso cui amano maggiormente girovagare. A loro, il Commissario Delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori, parafrasando la citazione ancora oggi usata scherzosamente come cartello di avviso in molte abitazioni, ha dedicato il progetto (C)Ave Canem […] (C)Ave Canem intende risolvere il problema del randagismo dell’area archelogica, attraverso la possibilità di adottare un cane di Pompei, di vaccinarlo e iscriverlo all’anagrafe (via (C)Ave Canem: adotta un cane randagio di Pompei)

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in coma è meglio
Applausi. Standing ovation. Folla in delirio.

in coma è meglio

Applausi. Standing ovation. Folla in delirio.

Nov 17 2009
Nov 14 2009
A proposito di code, e di chi cerca di tagliarle, si è avuta conferma che nella patria delle scorte, dove anche l’ultimo tirapiedi del potere sgomma per le strade delle città fra pretoriani incaricati di proteggerlo non si sa da chi, forse dalla furia di qualche automobilista che si vede sorpassare nel traffico, ecco, in questo immondo scortificio è stata tolta la protezione a uno dei pochi che ne avessero davvero bisogno: il capitano Ultimo. Ma poiché siamo un Paese effettivamente meraviglioso (quando gli va), è giusto aggiungere che proprio ieri i carabinieri del Nucleo scorte di Palermo hanno deciso di accompagnarlo nel tempo libero, pagando la benzina di tasca propria, ogni volta che l’uomo che arrestò Riina andrà in Sicilia per testimoniare nei processi contro Cosa Nostra. Perché per poter fare la cosa giusta, in questo Paese meraviglioso, certe volte bisogna mettersi in ferie.
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Una battuta, scusatemi, ma oggi proprio non mi viene. E allora riprendo la proposta che -provocatoriamente- fece anni fa l’allora deputato Nando Dalla Chiesa, offrendosi di presentare una proposta di legge che garantisse a Berlusconi una totale immunità da qualsiasi cosa, così, come individuo, a patto che la smettesse di sfasciare la giustizia per farsi i cazzi suoi, e scusate il francesismo. Rilancio quella proposta, ma seriamente. A questo punto, in uno Stato dove, assieme al principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, si calpestano elementari diritti di giustizia, non vale più la pena di difendere quel principio. Che naufraghi pure, insieme alla menzogna che viviamo in uno Stato di diritto. Ma che eviti di portarsi dietro tante vittime di reati, solo per continuare l’ipocrita finzione che Berlusconi non sia impegnato da quindici anni, in qualunque modo e a qualunque costo, a salvarsi il culo.
Nov 13 2009
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Durante un mio soggiorno in Cina mi è stato raccontato che i contadini che hanno nei pressi dei loro campi le batterie di inseminazione delle nubi (sono realmente batterie contraereee adattate a questo scopo) si arrabbiano molto con gli addetti a queste batterie se passano lunghi periodi senza che queste “sparino”. Lo stesso atteggiamento che terrebbero i componenti di una tribù se lo stregone del villaggio non facesse la danza della pioggia in periodo di siccità… In questo senso: alterazione artificiale del tempo = moderna danza della pioggia! Tornando a noi, qualcuno comincia ad ipotizzare l’utilizzo di queste tecniche per prevenire l’arrivo di temporali violenti su territori a rischio, come quelli cittadini, facendo precipitare l’acqua altrove. Credo che la cosa si commenti da sé. Pensino piuttosto questi signori a far costruire solo dove si può e a punire severamente gli abusi… Insomma, il mito del tempo a piacimento rimane tale.
Nov 12 2009
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