Ci sono animali che ormai fanno parte del paesaggio urbano. Come i gatti di Torre Argentina a Roma, ma anche come i cani randagi di Pompei, che sembrano stare lì a perpetrare una tradizione millenaria […] I cani in questione che popolano gli scavi di Pompei, si chiamano Meleagro, Odone, Plautus, Vesonius, Polibia, Menade, Licinio, Eumachia, Caio: nomi scherzosamente scelti in base alle aree o al personaggio storico proprietario della “domus” presso cui amano maggiormente girovagare. A loro, il Commissario Delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori, parafrasando la citazione ancora oggi usata scherzosamente come cartello di avviso in molte abitazioni, ha dedicato il progetto (C)Ave Canem […] (C)Ave Canem intende risolvere il problema del randagismo dell’area archelogica, attraverso la possibilità di adottare un cane di Pompei, di vaccinarlo e iscriverlo all’anagrafe (via (C)Ave Canem: adotta un cane randagio di Pompei)




