Della testuggine non si butta via niente

May 14 2008
Il meccanismo è identico a quello di qualsiasi altra bibilioteca: si sceglie un titolo da un apposito catalogo e si aspetta che l’incaricato vada a prenderlo. Ma proprio all’atto della consegna arriva il colpo di scena: il titolo corrisponde non ad un libro cartaceo, ma ad una persona in carne e ossa, o meglio: al “romanzo” della sua vita. Non una recita a soggetto né una simulazione da reality, ma - molto più semplicemente - un racconto di se stessi e della propria esperienza, meglio ancora se distante anni luce da quella del lettore/interlocutore di turno.
La formula originale della “Living Library”, infatti, è stata elaborata in Danimarca nel 2000 allo scopo di avvicinare tra loro le persone facendo crollare, attraverso l’uso della dialettica (e, dunque, della narrativa) e del contatto fisico, le barriere sociali, culturali e razziali che provocano ogni giorno i climi di pregiudizio e di tensione a cui siamo, ormai, tristemente abituati.

oh. che cosa molto bella.

La bibloteca vivente, via Smemoranda online.

(via lapitzi)

Bella è bella, ma la vera notizia per me è che esiste ancora la smemoranda, e per di più versione online..! 

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